Il curriculum di Marco
Le persone di poco carattere conoscono solo due comportamenti: o disprezzo o servilismo - Erica Jong
Marco nasce a Miami, Florida, il 28 maggio 1971, figlio di due immigrati cubani arrivati negli Stati Uniti nel 1956, durante la dittatura di Batista. Il padre, Mario, lavora come barista in diversi hotel tra Las Vegas e Miami, mentre la madre, Oriales, fa la cameriera d’albergo.
Nonostante non parta dalla pole position, Marco è uno di quelli che ce la fa. Il suo curriculum lo testimonia.
Nel 1989 si diploma alla South Miami Senior High School.
Tra l’89 e il ‘90, grazie a una borsa di studio per meriti sportivi, frequenta il Tarkio College, Missouri, per poi passare al Santa Fe Community College, Gainesville, Florida.
Si laurea in Scienze Politiche alla University of Florida nel 1993.
Nel 1996 ottiene il Juris Doctor cum laude alla University of Miami School of Law. Durante gli studi legali è stagista nell’ufficio della deputata Ileana Ros-Lehtinen, prima donna ispanica eletta alla Camera dei Rappresentanti.
Il suo primo incarico politico è quello di Commissario presso la West Miami City Commission tra il 1998 e il 2000.
Nel 2000 viene eletto Membro della Camera dei Rappresentanti della Florida e la sua figura spicca nella maggioranza repubblicana come Leader dal 2003 al 2006. Dal 2006 al 2008 è Speaker, primo cubano-americano a ricoprire la più alta carica legislativa dello Stato.
Nel 2010 viene eletto Senatore degli Stati Uniti per la Florida. Sarà rieletto nel 2016 e nel 2022.
Nel 2016 Marco (Rubio) corre alle primarie repubblicane per la Presidenza degli Stati Uniti. E va malissimo. L’outsider, quello che tutti davano per perdente, un certo Donald (Trump), fa incetta degli entusiasmi degli elettori repubblicani. A causa dei risultati disastrosi, Marco abbandona le ambizioni presidenziali e si ritira dalle primarie.
Ma la carriera politica non è finita. Il 13 novembre 2024 Donald lo nomina 72° Segretario di Stato degli Stati Uniti. Il 20 gennaio 2025 il Senato lo conferma con voto unanime. Il 21 gennaio giura fedeltà alla Costituzione degli Stati Uniti.
A Donald piacciono delle scarpe. Per la precisione, impazzisce per delle francesine della Florsheim, un’azienda di Chicago. Le trova così belle e confortevoli da regalarle con entusiasmo ai suoi collaboratori e amici.
Tra i quali, ovviamente, c’è anche Marco.
Sappiamo tutti come è Donald. Lo devi compiacere, se no se ne dispiace e poi ti fa i dispetti. E quindi quando Marco riceve da Donald il suo paio di Florsheim, senza che nemmeno quest’ultimo gli abbia chiesto che numero porti, accetta di buon grado. Se le prova. E scopre che per lui sono troppo grandi. Ma che ci vuoi fare. Non compiacere Donald è (molto) pericoloso. E così, le indossa.
E poi arriva quella foto, che lo immortala al Capitol Visitor Center mentre indossa proprio quelle scarpe, decisamente troppo grandi per lui. A testimoniarlo, due centimetri di spazio vuoto, tra il piede e il contrafforte. La foto fa il giro del mondo. E gli sfottò scorrono a fiumi.
A volte per mantenere un ottimo lavoro non serve avere un ottimo curriculum.
Basta indossare, pubblicamente, un paio di scarpe vistosamente troppo grandi. E dimenticarsi del proprio curriculum.
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Il GiùGiùGiù (più calzante di sempre)
L’articolo del Post sulle scarpe che Trump sta regalando a tutti.
Chi è Marco Rubio? L’articolo di Wired sul segretario di Stato nell’amministrazione Trump.
Perché le scarpe affascinano in modo diverso maschi e femmine? L’articolo di Focus ce lo spiega.
E sapevate che le Air Jordan (le sneakers più celebri del mondo) esistono grazie a Deloris Jordan, la madre di Michael. Lui voleva firmare con Adidas, mentre lei lo convinse ad andare all’incontro con Nike.
Restando in tema di scarpe leggendarie: le scarpette rosse di Dorothy nel Mago di Oz. Nel libro di L. Frank Baum del 1900 erano d’argento. Diventarono rosse nel film del 1939 per sfruttare al meglio la novità del Technicolor.
Dalle scarpe agli stivali. Kinky Boots: film del 2005, poi musical di Broadway con le musiche di Cyndi Lauper. Una fabbrica di scarpe inglese sull’orlo del fallimento si salva producendo stivali per drag queen.
Chiudiamo con una canzone: New Shoes di Paolo Nutini. “Hey, I put some new shoes on and suddenly everything is right”. Se funziona per Nutini, funziona per Rubio, e probabilmente funziona anche per noi. Buon lunedì..
Doverosi ringraziamenti
AttivaMente riesce a fare ciò che fa anche grazie a Confcooperative Insubria, Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, Fondazione Cariplo, BCC Cantù. Ecco. Ci teniamo a dirlo.



